Le imbracature anticaduta sono dei dispositivi di protezione individuale (DPI) fondamentali per la sicurezza dei lavoratori durante i lavori in quota. Questi strumenti vengono utilizzati in edilizia, manutenzione industriale, lavori su coperture, ponteggi e piattaforme elevabili e hanno il compito di arrestare la caduta e ridurre al minimo il rischio di lesioni gravi o mortali.
Quando si effettuano dei lavori in quota, infatti, un semplice errore può portare a conseguenze molto serie. Per questo motivo, le normative italiane ed europee impongono l’utilizzo di sistemi anticaduta certificati in tutte le situazioni in cui non è possibile eliminare il rischio con protezioni collettive.
In questo articolo vedremo cosa sono le imbracature anticaduta, quali sono le normative di riferimento e perché questi dispositivi giocano un ruolo decisivo per la sicurezza dei lavoratori.
Cosa sono le imbracature anticaduta
Le imbracature anticaduta sono dei DPI di III categoria, progettati per trattenere il corpo dell’operatore in caso di caduta dall’alto. Sono costituiti da cinghie, bretelle e cosciali che distribuiscono le forze di arresto su diverse parti del corpo, limitando in questo modo i danni provocati dall’impatto.
A differenza dei classici sistemi di sicurezza, le imbracature avvolgono il corpo in più punti, garantendo una maggiore stabilità durante la sospensione. Questi dispositivi vengono solitamente utilizzati assieme ad altri componenti anticaduta, come cordini con assorbitore di energia, dispositivi retrattili, connettori e moschettoni, linee vita e punti di ancoraggio.
Secondo la norma EN 363, infatti, le sole imbracature non sono sufficiente, ma è necessario utilizzare un sistema completo di protezione contro le cadute.
Quando è obbligatoria l’imbracatura anticaduta
L’utilizzo dell’imbracatura anticaduta è obbligatorio nei lavori in quota quando esiste il rischio di caduta dall’alto e non sono presenti misure di protezione collettiva adeguate, come parapetti o ponteggi. In Italia, il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 81/08, che disciplina la sicurezza sul lavoro e impone l’adozione di DPI anticaduta per proteggere i lavoratori esposti a rischi elevati.
Le imbracature anticaduta vengono comunemente utilizzate per:
- lavori su tetti e coperture;
- manutenzione industriale;
- montaggio ponteggi;
- lavori su piattaforme aeree;
- interventi su tralicci e impianti;
- lavori in sospensione;
- manutenzioni edili in quota.
La gerarchia delle misure di protezione
Durante i lavori in quota, la protezione dalle cadute dall’alto è un obbligo stabilito dal D.Lgs. 81/08. Le norme stabiliscono comunque che la priorità debba essere data ai dispositivi di protezione collettiva (DPC), mentre quando questi non sono utilizzabili o installabili a livello tecnico, diventa necessario passare ai DPI anticaduta.
Alcuni esempi di DPC anticaduta includono parapetti, reti di sicurezza o altre soluzioni strutturali permanenti. I DPI, invece, sono sistemi individuali che devono essere utilizzato quando i DPC sono assenti.
Questi ultimi hanno una gerarchia ben precisa, ovvero:
- Sistemi di trattenuta: impediscono l’accesso alla zona di rischio.
- Sistemi di posizionamento sul lavoro: per lavorare in sicurezza in appoggio.
- Sistemi di accesso e posizionamento mediante funi.
- Sistemi di arresto caduta: da utilizzare nei casi in cui non è possibile evitare i rischi con i sistemi precedenti.
Imbracature anticaduta: le normative di riferimento
Le normative sulle imbracature anticaduta definiscono i requisiti principali da rispettare per garantire che il sistema di protezione contro le cadute che è stato messo in atto è efficace e certificato. La normativa di riferimento è sempre il D.Lgs. 81/08, all’articolo 115 e seguenti, che definisce l’obbligo di protezione contro le cadute dall’alto.
Oltre a questo, la norma europea EN 361 definisce i requisiti tecnici delle imbracature anticaduta per il corpo. Stabilisce in particolare le caratteristiche costruttive, i metodi di prova, le marcature e le istruzioni d’uso necessarie per garantire la sicurezza del dispositivo.
Secondo questa normativa, le imbracature devono:
- Distribuire correttamente le forze di arresto.
- Avere punti di ancoraggio identificabili.
- Utilizzare materiali resistenti.
- Garantire stabilità e comfort.
- Riportare marcatura CE e dati identificativi.
Le imbracature realizzate secondo la EN 361 devono inoltre essere utilizzate esclusivamente con sistemi di ancoraggio certificati e compatibili.
Altre norme importanti sono la EN 358, sui dispositivi di posizionamento e trattenuta sul lavoro, e la EN 365, riguardante le ispezioni periodiche, la manutenzione e la tracciabilità dei dispositivi di III categoria.
Tipologie di imbracature anticaduta
Esistono diverse tipologie di imbracature anticaduta, ognuna progettata per specifiche attività lavorative.
Le imbracature anticaduta di base rappresentano i modelli più semplici, dotati di attacco dorsale o sternale e utilizzati per l’arresto caduta nei lavori generici in quota. Le imbracature con cintura di posizionamento, invece, integrano una cintura con attacchi laterali che permette all’operatore di mantenere una posizione stabile durante il lavoro. Sono utilizzate spesso nei lavori su pali, tralicci e strutture verticali.
Le imbracature per i lavori in sospensione sono progettate per attività che prevedono permanenze prolungate in sospensione, come edilizia acrobatica e manutenzioni specialistiche. Possono includere supporti lombari, cosciali imbottiti e punti di attacco aggiuntivi.
I componenti di un sistema anticaduta
Per garantire la massima sicurezza, l’imbracatura deve essere parte di un sistema completo composto da diversi elementi. Questi elementi sono:
- Punto di ancoraggio: è il punto fisso a cui viene collegato il sistema anticaduta. Deve essere certificato e in grado di sopportare le sollecitazioni generate da una caduta.
- Cordino con assorbitore: collega l’imbracatura al punto di ancoraggio e riduce la forza trasmessa al corpo durante l’arresto della caduta.
- Dispositivo retrattile: sistema automatico che blocca rapidamente la caduta limitando lo spazio di arresto. È particolarmente utile in ambienti con ridotta distanza libera di caduta.
- Connettori e moschettoni: permettono il collegamento sicuro tra i diversi elementi del sistema anticaduta.
In altre parole, l’imbracatura rappresenta il collegamento tra l’operatore e il sistema di sicurezza e ha lo scopo di distribuire le forze nel caso in cui si verifichi una caduta, evitando che l’impatto provochi danni all’operatore stesso.
Imbracature anticaduta: gli obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la sicurezza dei lavoratori impegnati in attività in quota, adottando tutte le misure necessarie per prevenire il rischio di caduta dall’alto. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro debba innanzitutto valutare i rischi presenti nell’ambiente lavorativo e scegliere sistemi di protezione adeguati, privilegiando le protezioni collettive rispetto ai dispositivi individuali.
Tra gli obblighi principali rientrano:
- Fornire imbracature anticaduta e DPI conformi alle normative vigenti.
- Verificare che i dispositivi siano idonei al tipo di lavoro svolto.
- Garantire manutenzione, controlli periodici e sostituzione dei DPI usurati.
- Assicurare la presenza di sistemi di ancoraggio certificati.
- Formare e addestrare i lavoratori sull’utilizzo corretto delle imbracature e dei sistemi anticaduta.
- Vigilare sul corretto utilizzo dei dispositivi durante le attività lavorative.
La normativa prevede inoltre un addestramento pratico obbligatorio per i DPI di terza categoria, come le imbracature anticaduta, affinché i lavoratori siano in grado di utilizzare correttamente i sistemi di protezione e affrontare eventuali situazioni di emergenza.
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