Gli spazi confinati, detti anche ambienti confinati o luoghi confinati, sono uno dei rischi più importanti nei settori industriali, edili e manifatturieri. In Italia ogni anno si registrano infatti incidenti gravi legati a questi ambienti e alla mancanza di preparazione da parte del personale che ci deve lavorare.
Gli spazi confinati, detti anche ambienti confinati o luoghi confinati, sono uno dei rischi più importanti nei settori industriali, edili e manifatturieri. In Italia ogni anno si registrano infatti incidenti gravi legati a questi ambienti e alla mancanza di preparazione da parte del personale che ci deve lavorare.
Si tratta di ambienti che per la loro configurazione e per le loro caratteristiche non sono progettati per la permanenza continuativa, ma richiedono comunque l’accesso da parte del personale autorizzato per effettuare specifiche operazioni. Gli spazi confinati presentano delle condizioni sfavorevoli, come vie di accesso e uscita limitate, scarsa ventilazione e, nei casi più rischiosi, anche condizioni atmosferiche pericolose.
Proprio per la loro natura, gli spazi confinati richiedono un’attenta gestione, al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori e prevenire incidenti gravi e potenzialmente fatali.
In questo articolo vedremo nel dettaglio cosa sono gli spazi confinati, come vanno gestiti e quali sono le normative di riferimento.
Definizione di spazi confinati
Gli spazi confinati e/o sospetti di inquinamento sono ambienti chiusi, o parzialmente chiusi, che non sono stati progettati per la permanenza continuativa delle persone, ma che sono abbastanza grandi da permettere l’ingresso di un lavoratore per svolgere specifiche attività, come attività di manutenzione, riparazione, pulizia o ispezione. La definizione di spazi confinati è fornita dalla norma UNI 11958:2024.
Questi ambienti sono caratterizzati principalmente da vie d’accesso e di uscita limitate o difficoltose e per una ventilazione naturale inadeguata, condizioni che possono favorire lo sviluppo di atmosfere pericolose o rendere difficoltose le operazioni di soccorso in caso di emergenza, rendendo di conseguenza il rischio di morte o infortunio grave elevato.
Spazi come serbatoi, silos, pozzi, condotte o camere tecniche rientrano tipicamente in questa categoria, poiché la combinazione tra la configurazione fisica e i potenziali rischi richiedono un’attenta valutazione e gestione della sicurezza. Altri esempi includono:
- Reti fognarie.
- Cisterne interrate o seminterrate.
- Pozzi e tubazioni.
- Camere di combustione dei forni
- Cisterne installate fuori terra o su autocarri.
Quelli appena elencati sono definiti come spazi o ambienti confinati facilmente identificabili, poiché le limitazioni per quanto riguarda l’accesso, la ventilazione o la presenza di sostanze chimiche sono evidenti. Tuttavia, esistono anche ambienti confinati difficilmente identificabili, ovvero spazi che potrebbero non sembrare rischiosi ma che, in seguito ad un’analisi approfondita, sono comunque in possesso delle caratteristiche necessarie per essere definiti come confinati.
Tra questi ci sono:
- Vasche fuori terra o interrate
- Gallerie
- Cavità, fosse e trincee
- Stive di imbarcazioni.
I rischi degli spazi confinati
In base a quello che abbiamo detto in precedenza, lavorare in uno spazio confinato significa svolgere delle attività all’interno di ambienti con ingressi e uscite limitati o difficoltosi e da caratteristiche come ventilazione sfavorevole, presenza di agenti pericolosi o carenza di ossigeno. Chiaramente, lavorare in questi spazi comporta un forte rischio di infortuni gravi o mortali.
I principali rischi a cui si va incontro lavorando in uno spazio confinato sono:
- Atmosfere tossiche e rischio di asfissia legati alla presenza di gas pericolosi o alla carenza di ossigeno.
- Rischio di incendio ed esplosione.
- Allagamenti o rischio di seppellimento.
- Scarsa ventilazione o visibilità.
- Difficoltà di accesso e uscita, rendendo critiche le eventuali emergenze.
- Rischio di avvelenamento.
- Rischio di seppellimento o annegamento.
- Rischio di caduta.
- Rischio da microclima.
Spazi confinati: normative e obblighi
La prima normativa di riferimento per quanto riguarda la gestione dei rischi legati agli spazi confinati è l’Allegato IV punto 3 e gli articoli 66 e 121 del D.Lgs. 81/08 e il DPR 177/2011 che hanno finora rappresentato i principali riferimenti normativi, introducendo requisiti per la qualificazione delle imprese e degli operatori
l quadro normativo oggi si arricchisce grazie alla pubblicazione della norma UNI 11958:2024, al nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, e al contesto in evoluzione della norma UNI 11719 sugli APVR (Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie), che ha impatti diretti anche sulle attività in ambienti confinati.
Vediamoli nel dettaglio:
D. Lgs. 81/2008 – Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro
Il D. Lgs. 81/2008 è la normativa di riferimento per la gestione della sicurezza sul lavoro. Questo fornisce una definizione di spazi confinati e stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di valutare i rischi e adottare misure di prevenzione e protezione.
In particolare, l’art. 66 descrive le disposizioni generali per lavorare negli ambienti sospetti di inquinamento, mentre l’art. 121 è rivolto alla presenza di gas nocivi.
D.P.R. 177/2011
Il D.P.R. 177/2011 regola gli ambienti confinati e sospetti di inquinamento e introduce un regolamento per le imprese che lavorano in questi ambienti. In particolare, vengono definiti i criteri per la gestione dei lavori in tali ambienti, inclusa la formazione, l’attrezzatura necessaria e gli obblighi del datore di lavoro.
Norma UNI 11958:2024
Questa norma fornisce una definizione tecnica aggiornata e delle linee guida per identificare i pericoli e valutare i rischi negli spazi confinati, diventando un riferimento fondamentale per professionisti e responsabili della sicurezza.
Definisce quindi criteri più dettagliati per:
- Individuazione, classificazione e gestione degli spazi confinati;
- Procedure operative di accesso e lavoro;
- Valutazione dei rischi e gestione delle emergenze;
- Attrezzature, strumenti e DPI (Dispositivi di Protezione Individuale)
- Coordinamento tra datore di lavoro, medico competente, RSPP e addetti al soccorso.
Una delle novità più rilevanti è l’integrazione tra valutazione tecnica e sanitaria, promuovendo un approccio multidisciplinare nella gestione degli ambienti confinati.
Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025
Il nuovo Accordo Stato-Regioni (ASR) del 17 aprile 2025 ha introdotto cambiamenti importanti per la formazione degli spazi confinati o sospetti di inquinamento, normando per la prima volta i dettagli operativi precedentemente solo accennati dal DPR 177/2011. Il corso ha ora una durata obbligatoria di 12 ore con aggiornamento quinquennale di 4 ore.
La formazione per gli addetti agli spazi confinati deve essere conforme a quanto previsto dal nuovo ASR. Sono considerati validi anche i corsi già erogati alla data di pubblicazione dell’Accordo, purché i contenuti siano conformi: in questo caso l’obbligo di aggiornamento quinquennale decorre dalla data indicata sull’attestato. In caso contrario, l’addetto dovrà frequentare il nuovo corso entro 12 mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo, entro quindi il 24/05/2026.
Valutazione dei rischi e obblighi per gli spazi confinati
Lavorare all’interni di spazi confinati comporta rischi elevati, specialmente se non vengono adottate misure precise di prevenzione e protezione. La normativa italiana e gli standard tecnici impongono al datore di lavoro di garantire la sicurezza attraverso una gestione attenta che include un’attenta valutazione dei rischi, misure preventive e il corretto utilizzo di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale).
Vediamo le principali questioni che devono essere tenute in considerazione:
Valutazione dei rischi
Prima di qualsiasi attività, il datore di lavoro deve condurre una valutazione dettagliata dei rischi presenti all’interno dell’ambiente, partendo dall’identificazione dei pericoli (come carenza di ossigeno, presenza di gas tossici o rischi fisici) e la stima della loro gravità.
Questa analisi serve a comprendere quali misure di controllo adottare e costituisce la base per definire le procedure operative, i piani di emergenza e gli strumenti per ridurre i rischi, come definito dal D.P.R. 177/2011.
Formazione
La formazione specifica è un obbligo fondamentale per tutti i soggetti coinvolti nei lavori all’interno di spazi confinati. Lavoratori, preposti e supervisori devono essere perciò adeguatamente istruiti sui rischi e sulle procedure operative e di sicurezza da mettere in atto durante lo svolgimento delle attività.
In particolare, come definito dal D.Lgs. 81/08, il datore di lavoro e il personale che opera all’interno di questi ambienti deve ricevere una formazione e addestramento adeguato attraverso specifici corsi di formazione per gli spazi confinati.
Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
Sulla base della valutazione dei rischi è obbligatorio dotare i lavoratori di DPI appropriati e certificati, in grado di mitigare al meglio i rischi che sono stati individuati. I DPI devono essere scelti in base ai rischi specifici, devono sempre essere mantenuti efficienti e i lavoratori devono essere addestrati per utilizzarli nel modo corretto.
Alcuni esempi di DPI da utilizzare all’interno degli spazi confinati includono:
- Autorespiratori o maschere con filtro
- Imbracature di sicurezza
- Caschi, guanti e calzature antinfortunistiche
- Dispositivi di ancoraggio
- Rilevatori di gas
- Maschere con filtro o respiratori isolanti
- Dispositivi di protezione per gli occhi
- Dispositivi di recupero
- Ventilatori
- Estricatori
Spazi confinati: conclusioni
Gli spazi confinati sono ambienti complessi e potenzialmente pericolosi. Comprendere cosa sono, i rischi che li caratterizzano e le strategie per gestirli nel modo corretto è fondamentale per garantire la sicurezza dei propri lavoratori e rispettare gli obblighi normativi.
Se i tuoi lavoratori si trovano ad operare in spazi confinati e hai bisogno di consulenza, formazione o DPI specifici, affidati a Cima Group. Siamo specializzati nel fornire consulenza e formazione in materia di sicurezza sul lavoro.
Leggi i contenuti del nostro blog per saperne di sulla sicurezza sul lavoro:
- DPI e DPC: cosa sono e cosa li differenzia
- Sistema di gestione integrato: definizione e importanza per le imprese
- Attestato di sicurezza sul lavoro: cos’è e a cosa serve
- Patentino muletto: linee guida e formazione
- D.Lgs. 101/2020: obbligo di valutazione Radon per ristoranti in aree protette in Lombardia
- Lavori in quota: definizione, rischi e normativa
Contattaci per saperne di più.